Archivio articoli per la categoria ‘Energia fotovoltaica’

La centrale fotovoltaica più grande d’Italia

Scritto il dicembre 18th, 2009 da Roberto

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A Montalto di Castro (VT) è stata inaugurata nei giorni scorsi la centrale fotovoltaica più grande d’Italia. Frutto del lavoro di 250 operai e di 10 aziende locali specializzate è stata realizzata nel tempo record di soli sette mesi, con diverse settimane d’anticipo sulla data di consegna.

Estesa su una superficie di 80 ettari e dotata di 78.720 moduli solari, la centrale è il frutto della collaborazione tra due società, la SunRay Renewable Energy (tra i più grandi produttori indipendenti di energia solare) e la SunPower Corp. (specializzata nella produzione di celle e sistemi fotovoltaici ad alta efficienza). L’impianto è basato sulla tecnologia brevettata degli Inseguitori Solari SunPower grazie alla quale i moduli orientano il loro movimento in base al moto del sole. La produzione di energia è così superiore del 25% rispetto ai sistemi a inclinazione fissa e permette anche una significativa riduzione della superficie di terreno occupata.

L’energia elettrica prodotta è di 40 GW all’anno ed è sufficiente ad alimentare 13.000 abitazioni consentendo allo stesso tempo di evitare l’emissione di oltre 22.000 tonnellate di biossido di carbonio. L’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti si è detto soddisfatto, dichiarando che “la centrale fotovoltaica di Montalto di Castro è la prova che l’impegno della Regione nei confronti delle energie rinnovabili comincia a dare i suoi frutti” e aggiungendo che “dobbiamo puntare anche sull’investimento privato, sia dei cittadini sia delle imprese. Perché dalle energie rinnovabili arrivano non solo nuove opportunità economiche e nuovi posti di lavoro, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie e ricerca per il nostro paese“.

La centrale fotovoltaica di Montalto di Castro è un vero e proprio punto di riferimento per il settore fotovoltaico in Italia e non solo e rappresenta solo la prima parte di un progetto di sviluppo di 85 MW che vedrà il suo completamento entro il 2010.

via | www.infobuildenergia.it

Il Piano energetico ambientale di Roma

Scritto il dicembre 15th, 2009 da Roberto

piano_energetico

A Roma ha preso il via il Piano energetico ambientale, un programma di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili al quale ha lavorato anche l’economista statunitense Jeremy Rifkin, famoso in tutto il mondo per il suo impegno pro ambiente. Il piano è strutturato in modo tale da portare Roma, entro il 2020, ai vertici in Europa per quanto riguarda la sostenibilità ambientale.

Tra le opere previste vi è lo sviluppo dei trasporti sotterranei, la creazione di una rete di distributori di idrogeno misto a metano (per un totale di circa 10 stazioni), una rete di colonnine per la ricarica di auto elettriche e l’attivazione di oltre 100 mila punti luci a tecnologia led grazie alla quale è possibile ridurre gli sprechi di energia. Si punterà inoltre a diffondere un nuovo modello di produzione dell’energia elettrica attraverso la realizzazione di mini centrali energetiche sui tetti della città favorendo allo stesso tempo la diffusione degli impianti di cogenerazione condominiale.

Impianti fotovoltaici saranno realizzati anche sui tetti delle scuole (con una conseguente riduzione del 50% del consumo elettrico e dell’80% del consumo termico) e su quelli dei capannoni industriali, mentre per quanto riguarda gli ospedali si punterà sulla cogenerazione e sull’energia solare. Anche gli impianti sportivi non sono esclusi dal piano. Nell’eventualità della costruzione di un nuovo stadio, infatti, verranno applicati i principi del free carbon e dell’autosostenibilità energetica, mentre le piscine comunali saranno dotate di cogeneratori ad idrometano per il riscaldamento dell’acqua.

Grazie a tutti questi provvedimenti, lo sviluppo del fotovoltaico nella capitale  sarà notevole passando dagli attuali 3,3 watt a persona ai 50 del 2020 e facendo di Roma una “città realmente a impatto zero“, come ha dichiarato l’attuale sindaco Gianni Alemanno.

via | www.06blog.it

Le scuole di Vicenza sfruttano il sole

Scritto il novembre 3rd, 2009 da admin

scuola_Carta

Ben diciotto scuole della città di Vicenza, tra statali e comunali, tra materne, elementari e medie, saranno presto dotate di pannelli fotovoltaici. Un bell’esempio di sfruttamento delle energie rinnovabili, che si spera farà colpo su grandi e piccini.

L’iniziativa ha potuto avere inizio grazie alla convenzione stipulata tra il Comune e AIM, azienda municipale di Vicenza, con la collaborazione di AMCPS, Azienda Municipale per la Conservazione del Patrimonio e Servizi. L’obiettivo è doppio: ovviamente l’intento è quello di sfruttare l’energia pulita del sole risparmiando denaro sul lungo termine, ma la specificità del caso permetterà di utilizzare i soldi risparmiati per finanziare esclusivamente attività scolastiche.

Il rappresentante del CdA di AIM, Aldo Campesan, ha commentato positivamente l’accordo, sottolineandone gli aspetti tecnici: “Ogni impianto avrà una potenza massima di 20 kilowatt per un totale di 440. Complessivamente, quindi, in un anno saranno rilasciate nell’ atmosfera 240 tonnellate in meno di CO2.” Il presidente di AMCPS, Marino Quaresimin, ha poi aggiunto una nota in merito alla conservazione degli immobili, dichiarando: “Dovendo intervenire sui tetti delle scuole per montare i pannelli, abbiamo approfittato per verificare lo stato degli edifici e apportare qualche piccolo lavoretto di manutenzione”.

L’investimento dichiarato da AIM è di 1,7 milioni di euro, che si calcola faranno risparmiare ad ogni scuola circa mille euro l’anno.

via | ilgiornaledivicenza.it

Un agriturismo totalmente autosufficiente

Scritto il settembre 24th, 2009 da admin

marrugio

Si trova a Vetralla, in provincia di Viterbo, ed è all’avanguardia in fatto di risparmio energetico. Partendo dall’energia solare, all’agriturismo Il Marrugio si sono “allargati”, fino a diventare un modello di struttura turistica davvero ecosostenibile.

Chi sceglie una vacanza in agriturismo lo fa per la passione per la natura e i prodotti locali di stagione, oltre che per la tranquillità di cui normalmente si può godere in questo tipo di strutture, vere e proprie aziende agricole isolate quel tanto che basta dai centri più popolati.

L’attività ricettiva è recentissima: ad agosto 2009, il Marrugio apre le sue porte agli ospiti, mostrando loro di essere un raro esempio di agriturismo totalmente autosufficiente. Si è partiti da un impianto fotovoltaico e via via si è aggiunto quello solare termico e quello geotermico, mentre sono in allestimento un impianto idroelettrico e uno eolico.

Non è un caso che il titolare, Luigi De Simone, si occupi di questi argomenti per professione: “Qui avevamo una stalla e un casale dell’ente Maremma. Oggi ci sono 24 ettari, colture biologiche e ogni forma di risparmio energetico che ne fanno un agriturismo ecocompatibile.” E così l’agriturismo, oltre a proporre i classici itinerari etruschi, si candida per collaborare con le scuole nella realizzazione di percorsi didattici sulle energie rinnovabili.

L’impianto fotovoltaico da 20 Kw provvede totalmente ai consumi dell’agriturismo: l’energia prodotta in eccesso di giorno va in rete, mentre di notte viene restituita dall’Enel. Nel sistema geotermico, l’acqua viene prelevata da un pozzo a una temperatura stabile di 17-18 gradi, che in inverno si integra con quella calda generata dal fotovoltaico, attraverso una pompa che la fa circolare anche nelle stanze.

Nell’agriturismo non sono stati dimenticati nemmeno fattori come l’isolamento e l’illuminazione: gli immobili hanno uno strato di polistirolo che garantisce una dispersione termica ridotta e i lampioni consumano circa il 50% in meno a parità di intensità con quelli classici. Per la turbina eolica da 50 Kw e l’impianto idroelettrico da 10 si attendono solo le autorizzazioni.

via | viterbolazio.blogspot.com
immagine | ilmarrugio.com

Gli aeroporti diventano ecologici

Scritto il agosto 27th, 2009 da admin

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Due esempi per raccontare come gli aeroporti possano diventare sostenibili: parliamo di Heathrow, il principale scalo di Londra, oltre che il più grande dell’Unione Europea, e dell’aeroporto Raffaello Sanzio di Ancona, orgogliosamente italiano.

Le rivoluzioni ecologiche dell’aeroporto di Heathrow riguardano sostanzialmente due terminal: il numero 5, ad uso esclusivo di British Airways, e il numero 2, che verrà ristrutturato in maniera notevole, considerando che il termine dei lavori è previsto per il 2019. L’obbiettivo dichiarato dall’ufficio stampa dell’aeroporto è quello di risparmiare il 40% dell’attuale energia spesa ogni anno.

Il terminal 5, inaugurato da pochi mesi, sfrutta come collegamento con il parcheggio business i Personal Rapid Transit System (PRTS), veicoli elettrici in grado di portare fino a quattro persone con relativi bagagli. Per quanto riguarda invece il terminal 2, le modifiche che più interessano dal punto di vista energetico sono sostanzialmente due: l’illuminazione sarà in gran parte naturale, grazie a grandi finestre rivolte verso nord, posizionate sul tetto e orientate in modo da ridurre le spese per il condizionamento dell’aria; inoltre la maggior parte dell’energia dell’edificio sarà ricavata da fonti rinnovabili e dal tetto, rivestito da pannelli fotovoltaici rivolti verso sud.

Nell’aeroporto di Ancona hanno, in un certo senso, osato di più: lo scalo italiano infatti può vantare la prima torre di controllo fotovoltaica d’Europa: l’impianto copre il 25% della necessità elettrica della torre e permette di evitare l’emissione in atmosfera di 32 tonnellate annue di anidride carbonica, allineandosi in questo modo alle linee guida del Protocollo di Kyoto.

L’impianto è stato realizzato da ENAV, Società nazionale per l’assistenza al volo, che ha stimato un beneficio economico totale di circa 28 mila euro l’anno: a questa cifra si arriva aggiungendo all’incentivo in Conto Energia erogato dal Gestore servizi elettrici, del valore di 0,36 euro ogni kWh prodotto, un ulteriore beneficio economico di circa 0,15 euro kWh dello stesso impianto fotovoltaico, grazie al risparmio nei consumi di energia elettrica prelevata dalla rete. Il sistema installato è infatti di tipo grid-connected: ciò significa che è connesso alla rete elettrica tradizionale, dove viene immessa l’energia rinnovabile da fotovoltaico.

Per realizzare l’impianto sono stati investiti circa 340 mila euro, pari a 245 moduli di 1.60×0,80 metri di silicio policristallino per una estensione di 870 mq. I pannelli sono stati posizionati sulle coperture di un parcheggio e di altri manufatti.

via | ecoblog.it e clickutility.it

immagine | smh.com.au

Energy4Life: più energie sostenibili per l’abbattimento dei costi energetici

Scritto il agosto 24th, 2009 da admin

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In occasione del convegno “Energie rinnovabili e risparmio energetico: la grande opportunità per le imprese italiane”, tenutosi a Verona il 27 luglio, è stato presentato Energy4Life, un progetto innovativo per ridurre i costi per l’approvvigionamento energetico del 73% e un’importante abbattimento dell’anidride carbonica nell’atmosfera.

Non si tratta di una nuova azienda, ma di un progetto integrato fra quattro realtà consolidate, che propongono una soluzione votata al risparmio energetico per le aziende. Protagoniste del progetto sono le aziende Multiutility Fotovoltaico, Linz Electric, ICI Caldaie ed Esco Europe, che si definiscono reciprocamente soddisfatte e favorevolmente impressionate dalla sensibilità di cittadini e istituzioni.

Energy4life è un sistema di cogenerazione integrato con fonti rinnovabili, per la produzione di energia elettrica e termica. Applicato su edifici condominiali o industriali, può garantire energia elettrica attraverso l’impianto fotovoltaico di Multiutility, integrato con l’impianto minieolico Free Tree di Linz Electric, ed energia termica grazie al sistema di cogenerazione celle a combustibile idrogeno di ICI Caldaie, il tutto affiancato da sistemi di caldaie a condensazione e moduli satellite per la gestione autonoma dell’energia. A livello di gestione degli impianti e dell’investimento stesso ci pensa Esco Europe, società che opera come Energy Service Company attraverso il modello del “performance contractor”, vincolando il proprio risultato economico alle performance derivanti dalla gestione ottimale delle tecnologie installate.

L’investimento iniziale del progetto è ammortizzabile in alcuni anni, determinando un valore aggiunto per l’edificio. Il modello presentato è stato progettato su una palazzina di 16 piani e 80 unità immobiliari, per un’altezza di circa 50 metri, da costruire ex novo proprio a Verona. Si sono analizzate le condizioni di vento e di sole del contesto urbano, arrivando ad un sistema che fornisce energia elettrica e termica e consentendo un risparmio economico importante.

Infatti, adottando un impianto tradizionale per produrre energia, l’edificio affronterebbe una spesa energetica annua di oltre 82 mila euro, ovviamente senza ottenerne alcun ricavo. Con il sistema Energy4Life le aziende coinvolte dichiarano costi notevolmente inferiori: si parla di 66 mila euro, ai quali vanno detratti i ricavi derivanti dal sistema a energie rinnovabili, ottenibili grazie agli incentivi per l’applicazione di impianti fotovoltaici, minieolici e per la cogenerazione. I contributi arriverebbero a un totale di circa 43 mila euro, con una spesa finale di 22 mila euro: un risparmio di 60 mila euro, con il 73% di riduzione dei costi. Grazie a questo progetto, inoltre, si eviterebbero più di 90 tonnellate di emissioni di CO2 l’anno.

Il progetto prevede l’installazione di un impianto fotovoltaico e di alcune microturbine eoliche Free Tree all’ultimo piano dell’edificio: l’energia, prodotta sfruttando sole e vento, passa per gruppi inverter diventando corrente alternata. Una parte viene immessa in rete, mentre un’altra parte viene convertita in idrogeno attraverso un elettrolizzatore, alimentando in questo modo Sidera 30, un cogeneratore a celle combustibile a idrogeno, che produce energia termica ed elettrica. Sempre secondo i calcoli del team che ha progettato il modello, l’elettricità è prodotta in surplus, mentre il calore è coperto per il 47%: il restante fabbisogno viene colmato dalla caldaia a condensazione. L’edificio così configurato rientrerebbe in classe energetica B.

via | multiutility.it

immagine | europarl.europa.eu

Il progetto californiano “Robert O. Schulz Solar Farm”

Scritto il agosto 18th, 2009 da admin

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E’ stato realizzato in California il più grande impianto fotovoltaico ad inseguimento con moduli a film sottile conosciuto al mondo: realizzato dalla tedesca Conergy per una potenza di 419 kW, è stato installato per il South San Joaquin Irrigation District ed è entrato in funzione la scorsa primavera.

L’impianto rientra in un ambizioso progetto, denominato Robert O. Schulz Solar Farm, costituito da due impianti differenti: il primo con moduli in silicio cristallino e quest’ultimo con moduli a film sottile, per un totale di 1,4 MW. Il complesso consentirà al South San Joaquin Irrigation District di risparmiare 400 mila dollari in consumi elettrici, beneficiando di ingenti incentivi statali. Il progetto permetterà inoltre di stabilizzare il prezzo dell’acqua per i consumatori finali in un periodo particolarmente critico per l’approvvigionamento idrico che sta investendo lo stato della California, colpita anche quest’estate da numerosi incendi a causa della forte siccità.

La Fattoria Solare si pone anche come importante progetto di ricerca, creando le condizioni per una concreta comparazione tra due diverse tecnologie fotovoltaiche, i moduli cristallini e quelli a film sottile, con relativi vantaggi economici.

L’impianto con moduli in silicio cristallino utilizza 6.720 moduli da 175W per una potenza di oltre 1MW. I moduli sono montati su inseguitori solari monoassiali, che possono cioè seguire la traiettoria del sole, mantenendo i moduli sempre in favore dei raggi solari e aumentando di conseguenza la produzione energetica.

L’impianto con moduli a film sottile ha, invece, due principali pregi: un minore costo per Watt rispetto agli altri moduli e migliori prestazioni in condizioni non ottimali, come in caso di nebbia, nuvolosità e alta quantità di polveri.

via | ingegneri.info

immagine | ssjid.com

Progetto fotovoltaico diffuso: a Roma impianto in cambio di prodotti bio

Scritto il luglio 30th, 2009 da admin

Indoor Market, Ventimiglia, Italy

Partirà a Roma un progetto del tutto singolare, che vedrà protagonisti quattro attori diversi nell’ambito della promozione combinata di energia fotovoltaica e agricoltura bio: stiamo parlando del “Progetto fotovoltaico diffuso”.

Le entità coinvolte saranno un gruppo d’acquisto solidale (GAS Prati di Roma), un’azienda agricola, una cooperativa di finanza etica (MAG Roma) e un produttore di impianti fotovoltaici.

Cosa prevede il progetto? In sostanza, i cittadini acquisteranno un impianto fotovoltaico per l’azienda agricola e, in cambio, questa fornirà a loro prodotti da agricoltura biologica. Attraverso la continuità dell’acquisto di prodotti agricoli biologici, contrattualizzata tra GAS Prati e azienda agricola, si realizzeranno le condizioni per generare un equilibrio economico del valore complessivo di circa 650 mila euro in 20 anni.

Il volano del progetto sarà rappresentato dal finanziamento per l’impianto fotovoltaico, che sarà da 20 kWp. Il finanziamento sarà erogato dalla cooperativa MAG e avrà un tasso contenuto, permettendo la disponibilità di una somma da investire in progetti coerenti con i principi della cooperativa.

Per dare qualche dato, MAG acquisirà un capitale di quasi 26 mila euro in sei anni e l’azienda agricola, grazie all’impianto fotovoltaico, un beneficio economico superiore a 44 mila euro, creando un rapporto stretto e a lungo termine con il GAS per l’acquisto dei propri prodotti e accrescendo, inoltre, la propria reputazione come azienda CO2 free.

Come è evidente, il progetto comporterà vantaggi per ciascun attore coinvolto: l’azienda agricola potrà avere un impianto fotovoltaico senza costi ingenti e durevole nel tempo; gli acquirenti otterranno una fornitura continuativa e agevolata di prodotti biologici, la cooperativa di finanza accoglierà nuovi soci e contribuirà a concretizzare l’economia sostenibile a livello locale e, ovviamente, il produttore di impianti installerà un impianto di dimensioni consistenti, acquistandone anche in visibilità. Un progetto sicuramente da copiare anche nelle altre città d’Italia.

via | ansa.it

immagine | freefoto.com

Barriera autostradale fonoassorbente con pannelli fotovoltaici

Scritto il luglio 22nd, 2009 da admin

barriera-fotovoltaica

Le barriere autostradali, realizzate per proteggere gli abitati dall’inquinamento acustico provocato dal traffico, possono essere ottimizzate per ottenere energia dal sole: è il caso della barriera realizzata da Autostrada del Brennero a Marano d’Isera, in provincia di Trento.

L’utilizzo delle barriere autostradali, attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici, permette di rispondere in maniera diretta al continuo fabbisogno dell’autostrada stessa, garantendo uno sviluppo a ridotto impatto ambientale.

Nel caso di Marano, Autostrada del Brennero ha progettato la soluzione in modo da tener conto di tre fattori: l’efficacia acustica della barriera, la buona resa elettrica dei moduli fotovoltaici attraverso la conformazione geometrica adatta e l’inserimento paesaggistico della struttura stessa.

La barriera antirumore fotovoltaica si sviluppa longitudinalmente lungo il margine autostradale per una lunghezza complessiva di circa 1041 metri e presenta un’altezza media di 5,60 metri: la superficie fotovoltaica che ne deriva è pari a 4907 m². Per garantire una barriera efficace sia dal punto di vista fotovoltaico che da quello acustico è stato necessario realizzare una sezione trasversale costituita da due tratti a diversa inclinazione, di 60° e 35°.

La potenza di picco complessiva del generatore è data da 3.846 moduli da 185 Wp cadauno, per un totale di 712 KW e una produttività annua pari a 680.000 KWh. Per quanto riguarda l’aspetto elettrico, data la potenza del generatore, la trasmissione dell’energia prodotta e la cessione della stessa alla rete pubblica, avviene con linee in media tensione, tramite la trasformazione della tensione di campo da 230 V a 20.000 V.

via | autobrennero.it

A Verona nuovo stadio a pannelli solari

Scritto il luglio 21st, 2009 da admin

bentegodi

Sono iniziati venerdì 17 luglio i lavori per realizzare il più grande impianto fotovoltaico italiano a copertura di una struttura sportiva: stiamo parlando dello stadio comunale Bentegodi di Verona, per il quale saranno posizionati 13.328 pannelli solari. A gestirlo sarà Agsm (Azienda Generale Servizi Municipalizzati), che con questa soluzione potrà produrre energia pulita per circa 1 Megawatt, ovvero il quantitativo consumato in un anno da circa 360 famiglie.

Si parla di circa 4 milioni di euro per la realizzazione della copertura, spesa che sarà ammortizzata grazie al meccanismo della messa in rete dell’energia in un periodo di vent’anni: l’impianto infatti, totalmente integrato, gode del massimo contributo statale per l’energia prodotta. In questo modo il Comune non spenderà nulla e il ricavato della vendita di energia sosterrà i costi di rifacimento dell’impermeabilizzazione della copertura, ormai irrimediabilmente rovinata, oltre quelli della futura manutenzione ordinaria. Dimostrando di pensare anche alla comunicazione più diretta dell’iniziativa, verrà inoltre installato un display, sul quale i cittadini potranno leggere in tempo reale il quantitativo di energia prodotta.

L’assessore all’Ambiente Sboarina ha dichiarato in merito: “Con questo intervento […] raggiungeremo, a costo zero, tre scopi: produrremo energia pulita, eviteremo l’emissione in atmosfera di 550 mila tonnellate all’anno di Co2 e daremo allo stadio una copertura a norma in tempi brevi, garantendone la manutenzione per i prossimi 20 anni”.

via | larena.it

immagine | fussballtempel.net