Archivio articoli per la categoria ‘Geotermia’

La cantante Björk difende la geotermia islandese

Scritto il luglio 27th, 2010 da admin

“L’energia geotermica è una patrimonio nazionale dell’Islanda e tale deve restare”: così si espressa negli scorsi giorni Björk, la musicista e cantante pop, vera e propria bandiera islandese, pur dotata di fama internazionale. Al centro della controversia l’accordo da 322 milioni di euro per l’acquisizione di una delle principali società energetiche del paese da parte di un’azienda canadese.

Purtroppo l’affare tra la canadese Magma Energy e l’islandese HS Orka è già stato concluso dopo il tristemente famoso crollo del sistema bancario nazionale nel 2008: secondo il Financial Times l’accordo, a distanza di tempo, potrebbe destabilizzare il già fragile governo di coalizione dell’isola.

In una e-mail al quotidiano finanziario, la stessa Björk ha sostenuto un ritorno dell’energia geotermica come risorsa pubblica dell’Islanda, chiedendo l’annullamento della vendita; secondo il Financial Times, però, non vi sarebbe alcuna evidenza di illeciti commessi dalla società canadese, tale da determinare un simile provvedimento. Nonostante ciò, le dichiarazioni della cantante hanno comunque sollevato polemiche nell’opinione pubblica nazionale.

Geotermia marina: il caso Marsili

Scritto il maggio 19th, 2010 da admin

Il Marsili è un vulcano sottomarino situato nel Tirreno meridionale, che ha fatto parlare di sé anche recentemente per la sua continua (anche se finora non preoccupante) attività. E se fosse possibile sfruttare in modo positivo la sua energia? Ѐ quello che ha pensato la società italiana Eurobuilding.

Il primo progetto di valorizzazione di energia geotermica marina del mondo, chiamato proprio “Marsili”, è stato presentato pochi giorni fa al Congresso Mondiale di Geotermia di Bali: autore del progetto il team messo in piedi da Eurobuilding con ricercatori da l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’Istituto per la Geologia Marina del CNR, l’Università di Chieti e il Politecnico di Bari.

La sfida è iniziata cinque anni fa, quando la società ha visto nel Marsili, il più grande vulcano d’Europa, la più importante fonte di approvvigionamento di energia geotermica offshore della storia, ma solo a fine 2009 Il Ministero dello Sviluppo Economico ha conferito al gruppo un permesso di ricerca per fluidi geotermici a mare sull’area interessata.

Il programma prevede innanzitutto un monitoraggio completo della zona tramite tecnologie innovative: per questa fase Eurobuilding ha ottenuto una Valutazione di Impatto Ambientale positiva da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

via | ansa.it

La scoperta dell’acqua calda… Con un elicottero

Scritto il marzo 23rd, 2010 da admin

Poseidon è un mini elicottero radiocomandato, brevettato da una società toscana, studiato per individuare giacimenti di acqua geotermica nel sottosuolo. Il sistema, finora unico in Europa, è stato sperimentato con successo nelle scorse settimane sulle colline toscane.

Il mini elicottero è dotato di fotocamera e sensori con i quali può scandagliare il terreno fino a duemila metri di profondità: obiettivo della sua ricerca sono le cosiddette miniere di “acqua energetica”, cioè i giacimenti geotermici a media entalpia, dai quali ricavare energia elettrica a impatto zero.

Tecnosystem Info-Geo, la società livornese che ha brevettato Poseidon, rielabora i suoi segnali radio con un software dedicato, che ricostruisce le sezioni del sottosuolo in funzione della densità delle rocce presenti: quando vengono rilevate anomalie elettromagnetiche significa che si è in presenza di giacimenti utili.

Sergio Marchettini, titolare della società, ha così commentato la novità: “L’idea di unire il sistema di telerilevamento e l’elicottero telecomandato è stata rivoluzionaria. In questo modo riusciamo a perlustrare grandi aree in poco tempo”. Le prime applicazioni di Poseidon si tradurranno in un impianto che nascerà in provincia di Grosseto entro la metà del 2010.

via | greenme.it

Geotermia: gli esempi esteri da copiare

Scritto il febbraio 4th, 2010 da admin

In Italia la geotermia è una delle fonti energetiche alternative più sfruttate, ma siamo comunque all’inizio di un processo che deve essere potenziato e diffuso in tutte le regioni. Oggi diamo uno sguardo ad altre nazioni che hanno investito con fiducia nella tecnologia geotermica.

Le Filippine sono tra i maggiori produttori di energia da fonte geotermica al mondo, grazie anche alla loro posizione: si trovano infatti all’interno dell’”anello di fuoco del Pacifico”, una zona costellata di vulcani attivi. Il Governo sta attualmente portando a termine l’assegnazione di diciannove contratti per lo sfruttamento di altrettanti siti, calcolando di arrivare a generare entro il 2020 4,5 GW di energia pulita solo dal calore della terra.

Non molto lontano, anche l’Australia sta puntando fortemente sul geotermico: in occasione della seconda Conferenza Australiana per l’Energia Geotermica è stato annunciato un investimento pari a 2,4 milioni di euro da destinare alla ricerca sulla geotermia che, date le circostanze ambientali favorevoli, potrebbe soddisfare buona parte del fabbisogno energetico australiano.

Più vicino a casa nostra, anche in Gran Bretagna si fanno passi da gigante: secondo l’Environment Agency la tecnologia delle sonde geotermiche GSHP (Ground Source Heat Pumps), che sfrutta un sistema di condutture sotterranee per riscaldare direttamente gli edifici, potrebbe arrivare in una decina d’anni a coprire un terzo della produzione di calore da fonti rinnovabili.

via | rinnovabili.it
immagine | pdc.org

Le prospettive del mercato geotermico europeo

Scritto il novembre 11th, 2009 da admin

geothermal

A Monaco di Baviera dal 2 al 4 dicembre si terrà GeoPower Europe 2009, evento che si propone come momento di discussione sulle normative e le possibilità economiche del geotermico in Europa.

Organizzato in collaborazione con EGEC (European Geothermal Energy Council), l’evento è l’ultimo di una serie di convegni organizzati dal gruppo inglese Green Power Conference. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere in pratica un confronto tra governi, investitori, sviluppatori e fornitori di tecnologie, nell’ordine di trovare nuove strade per esprimere il potenziale delle risorse geotermiche in Europa.

Di seguito i temi principali che verranno discussi nei tre giorni di conferenze, con un focus particolare su Europa centrale, meridionale e orientale:

- Le attuali barriere allo sviluppo su larga scala del geotermico in Europa
- I regimi esistenti e le migliori opportunità nei mercati emergenti
- La raccolta di capitali attraverso la Banca Mondiale, Unione europea e il finanziamento da parte di privati
- La creazione di progetti economicamente sostenibili e le tecnologie di conversione di temperatura
- I sistemi geotermici migliorati (EGS – Enhanced Geothermal Systems)

Una sintesi del programma, comprensiva di aziende partecipanti, relatori e possibilità di sponsorship, è già disponibile sulla pagina web dell’evento, mentre è necessario registrarsi con i propri dati per avere l’agenda completa di tutte le informazioni.

via | greenpowerconferences.com

Geotermia alla tedesca

Scritto il ottobre 15th, 2009 da admin

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GeneSys è il nome di una nuova tecnologia, in via di sviluppo in Germania, che permetterebbe di risparmiare notevolmente sulla realizzazione degli impianti geotermici.

Le centrali geotermiche , come abbiamo già avuto modo di descrivere, sfruttano il calore interno della Terra per estrarre energia “pulita”. L’estrazione non è cosa semplice: i giacimenti di calore si trovano in profondità e non hanno una localizzazione costante. Va aggiunto che il normale sistema di approvvigionamento di calore prevede l’utilizzo di due pozzi: uno per il pompaggio dell’acqua e uno per la risalita del vapore, ovvero la fonte di energia che mette in moto le turbine.

Per questi motivi l’energia geotermica è “costosa” e ancora poco sfruttata: i possibili investitori sono spesso cauti nell’approccio con questo sistema energetico, anche se consapevoli della sua potenzialità. Un team di ricercatori del Governo tedesco stanno però tentando di dare nuove risposte a questo genere di dubbi: la tecnologia GeneSys permetterebbe di scavare un solo pozzo e l’installazione di una sola pompa per ciascun sito, con una netta diminuzione dei costi.

La sede selezionata dal gruppo di studio per la sperimentazione di GeneSys si trova in Bassa Sassonia, nella zona di Hannover: qui verrà costruito un impianto da 2 MW, con un pozzo profondo 2,5 miglia e al costo di 13 milioni di dollari. In 25 anni di vita, l’impianto dovrebbe garantire un risparmio sul riscaldamento pari a circa 21 milioni di dollari.

La Germania al momento ha tre centrali geotermiche funzionanti e quella di Hannover potrebbe non essere l’ultima: anzi, GeneSys potrebbe essere replicato positivamente in molte aree europee. Infatti, secondo le confortanti parole di Michael Kosinowski, il geologo responsabile del progetto, “Una struttura geologica come quella di Hannover si può trovare in una vasta area che si estende da est a ovest, dalla Polonia alla Gran Bretagna e da nord a sud, dalla Danimarca fino alla parte settentrionale del monte Harz”.

via | geologi.info
immagine | thinkgeoenergy.com

La ricerca sui fluidi bifasici nella geotermia

Scritto il settembre 1st, 2009 da admin

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Negli Stati Uniti si studiano le potenzialità dei fluidi bifasici per estrarre quantità maggiori di calore dalle risorse geotermiche a bassa entalpia.

Già nel 2007 il MIT, forse la più prestigiosa università scientifica americana, aveva dimostrato l’enorme potenziale del Paese nell’ambito del geotermico di terza generazione (letteralmente “sistemi geotermici migliorati”, dall’inglese Enhanced Geothermal Systems). I sistemi EGS, infatti, aumentano il rendimento delle centrali geotermiche con la produzione di energia elettrica attraverso lo sfruttamento del vapore naturale. L’analisi economica effettuata dallo studio però non era particolarmente confortante e, anzi, scoraggiava i necessari investimenti iniziali.

Una ricerca del Dipartimento di Energia del Pacific Northwest National Laboratory condurrebbe ad una prospettiva più ottimistica: un gruppo di scienziati ha studiato un fluido metallo-organico nanostrutturato, chiamato MOHC, che grazie alle sue caratteristiche bifasiche (liquido-vapore) riuscirebbe a estrarre molto più calore dal fluido geotermico, incrementando in tal modo il rendimento del sistema.

Come spesso accade nella ricerca scientifica, la scoperta è avvenuta mentre gli stusiosi stavano indagando altro: in particolare il team stava sperimentando materiali in grado di catturare l’anidride carbonica rilasciata a seguito di combustione.

via | rinnovabili.it

immagine | inhabitat.com

Anche il geotermico tra le tecnologie innovative del polo scolastico di Agordo

Scritto il agosto 26th, 2009 da admin

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Il nuovo polo scolastico di Agordo (provincia di Belluno), costruito con numerose soluzioni mirate al risparmio energetico, ha ottenuto da pochi giorni l’agibilità e da metà settembre sarà frequentato da studenti e insegnanti.

La struttura vanta, come pochi altri edifici pubblici, l’utilizzo dell’energia geotermica, tramite scambiatori di calore a notevole profondità. Altri elementi di forte impatto energetico ed ecologico che si possono riscontrare nel polo scolastico sono l’orientamento ottimale dell’edificio, l’isolamento delle strutture verticali e orizzontali, pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, pompe di calore per riscaldamento e ricircolo dell’aria, l’impianto di recupero delle acque piovane e l’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.

Il risultato è un edificio a basso consumo energetico: si parla di circa 30Kwh/mq/anno. Per questo motivo e per l’insieme di soluzioni adottate, il progetto ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali, sia in ambito scientifico che universitario. In particolare, la Provincia di Belluno è stata premiata al Forum PA 2009, giudicata tra le 16 più innovative in Italia da una giuria composta da membri dell’UPI (Unione Province Italiane), del Forum PA, di Legautonomie e del DISET (Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Il progetto è stato realizzato dallo studio di ingegneria Areatecnica Srl, con l’impegno congiunto di Fondazione Cariverona, Comune di Agordo e Provincia di Belluno.

via | bellunopress.it

immagine | agordino.bl.it

L’inserimento di sonde geotermiche nelle fondamenta

Scritto il luglio 20th, 2009 da admin

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Soluzione innovativa nel campo del geotermico è quella proposta da Geothermal International, che propone l’installazione di sonde geotermiche direttamente nei pali da fondazione degli edifici in costruzione.

Il funzionamento delle sonde a palificazione non è dissimile da quello delle normali sonde verticali: prelevano il calore a bassa temperatura presente nel terreno e lo convogliano alla pompa di calore, che a sua volta si occupa di riscaldare o raffrescare l’edificio attraverso dei radiatori a parete.

Ancora poco nota in Italia, la tecnica ha già riscosso numerosi successi in molti paesi europei. Il vantaggio è evidente, in quanto si tratta di intervenire nel momento in cui viene realizzato l’edificio, con un risparmio concreto rispetto all’intervento realizzato a costruzione già realizzata. Chiaramente, la soluzione delle sonde nelle fondamenta va progettata fin dall’inizio per poter usufruire al massimo dei vantaggi che comporta. Da tenere in considerazione anche il fatto che le sonde inserite con questa tecnica non richiedono, come avviene normalmente, spazio disponibile attorno all’edificio.

Dal punto di vista economico, il costo per Kilowatt termico di un impianto realizzato con sonde geotermiche inserite nelle fondamenta si dimezza rispetto a quello di un impianto ordinario a sonde verticali. La potenza termica estraibile è invece di circa 30-40 W/m, con una variabilità dovuta dal numero delle sonde utilizzate e dalla profondità di applicazione delle sonde.

via | casaeclima.com

immagine: giitalia.eu

Impianti di geotermia

Scritto il febbraio 12th, 2009 da admin

Impianto di geotermiaGeotermia una valida alternativa ecologica per ottenere calore e climatizzazione sempre, una valida soluzione per strutture di medie e grandi dimensioni.

La “geotermia” è un sistema innovativo che non recupera il calore dal sole, ma dal terreno. Lo scambio di calore con il terreno, avviene di fatto con un piccolo foro nel terreno del diametro di pochi centimetri, dove viene inserita la sonda di captazione.
La profondità e le sonde geotermiche, variano in base all’energia termica richiesta in proporzione ai metri quadri da scaldare o condizionare.
La sonda è formata da due moduli, che a loro volta sono composte da due tubi: uno di entrata e uno di uscita, dove vanno a formare un circuito chiuso nel quale va a circolare un fluido glicolato (miscela di acqua anticogelante non tossica).

Le sonde in abbinamento ad un impianto di scambio di calore completano il tutto, dove in un processo di evaporzione e condensazione permette il funzionamento dell’impianto, garantendo calore d’inverno e aria fredda in estate.

Il principio di funzionamento di una centrale geotermica è alquanto semplice per linee logiche. Il flusso di vapore proveniente dal sottosuolo produce una forza tale da far muovere una turbina, l’energia meccanica della turbina viene infine trasformata in elettricità tramite un sistema alternatore.
I sistemi geotermici possono essere a vapore dominante, quando l’alta temperatura determina la formazione di accumuli di vapore, o ad acqua dominante, se l’acqua rimane allo stato liquido. Nel primo caso l’energia geotermica può essere utilizzata per produrre energia elettrica, inviando il vapore, attraverso dei vapordotti, a una turbina collegata a un generatore di corrente. Se il fluido non raggiunge una temperatura sufficientemente elevata, l’acqua calda potrà essere utilizzata per la produzione di calore.