“L’energia geotermica è una patrimonio nazionale dell’Islanda e tale deve restare”: così si espressa negli scorsi giorni Björk, la musicista e cantante pop, vera e propria bandiera islandese, pur dotata di fama internazionale. Al centro della controversia l’accordo da 322 milioni di euro per l’acquisizione di una delle principali società energetiche del paese da parte di un’azienda canadese.
Purtroppo l’affare tra la canadese Magma Energy e l’islandese HS Orka è già stato concluso dopo il tristemente famoso crollo del sistema bancario nazionale nel 2008: secondo il Financial Times l’accordo, a distanza di tempo, potrebbe destabilizzare il già fragile governo di coalizione dell’isola.
In una e-mail al quotidiano finanziario, la stessa Björk ha sostenuto un ritorno dell’energia geotermica come risorsa pubblica dell’Islanda, chiedendo l’annullamento della vendita; secondo il Financial Times, però, non vi sarebbe alcuna evidenza di illeciti commessi dalla società canadese, tale da determinare un simile provvedimento. Nonostante ciò, le dichiarazioni della cantante hanno comunque sollevato polemiche nell’opinione pubblica nazionale.
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