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L’eolico off-shore arriva nel Mediterraneo con Zefir

Scritto il aprile 2nd, 2010 da admin

Finalmente l’eolico off-shore non è più solo prerogativa dei mari del nord Europa: un progetto dell’Istituto di Ricerca di Energia de Catalunya (IREC) porterà entro la fine del 2012 dodici rotori nel Mar Mediterraneo, che verranno installati a grandi profondità per ridurne l’impatto visivo.

Il progetto catalano si chiama “Zefir” e potrebbe rappresentare un ottimo impulso per lo sviluppo del settore, sia dal punto di vista tecnologico, che da quello economico (oltre, ovviamente, a quello ambientale): l’investimento totale dovrebbe essere di 143 milioni di euro, oltre il 75% dei quali arriverebbero dai produttori degli aerogeneratori e delle altre attrezzature necessarie.

Non è ancora stata decisa in maniera precisa la location, in quanto sono ancora in corso gli studi di fattibilità ambientale: una volta terminati questi ultimi, però, la scaletta del progetto Zefir prevede due fasi. Prima verranno installate quattro turbine dai 10 ai 20 MW, ancorate sul fondo del mare e a una distanza dalla costa di circa 3,5 km; successivamente toccherà agli 8 rotori eolici galleggianti da 50 MW e a una distanza dalla costa di 20 km.

via | Rinnovabili.it

Eolico è bello

Scritto il febbraio 19th, 2010 da admin

Le energie rinnovabili viste non solo dall’aspetto dell’efficienza, ma anche da quello dell’estetica? A quanto pare questa è la tendenza, grazie all’apporto di grandi nomi del design internazionale. Vediamo insieme le ultime soluzioni adottate per rendere più piacevole la tecnologia eolica.

Philippe Starck è un famoso designer francese, che ha collaborato con tantissime aziende di punta (Aleph, Kartell, Alessi, Flos, Fossil, solo per citarne alcune) nei settori più disparati. La collaborazione con Pramac è però qualcosa di totalmente inedito: per la multinazionale dell’energia, Starck ha progettato Revolutionair, un sistema minieolico che punta ad essere bello, oltre che funzionale.

Si tratta di turbine delle dimensioni di 3-6 metri, che possono essere installate sul tetto di un’abitazione, in giardino o addirittura in situazioni urbane, come ad esempio al centro di una rotatoria. Il progetto prevede due versioni: una a forma di rettangolo e l’altra somigliante a un groviglio geometrico. Per quanto riguarda produzione di energia e prezzi, si va dalla soluzione da 400 watt a 2.500 euro a quella di 1 Kw a 3.500 euro.

Turbine City invece non è un singolo prodotto, ma un intero progetto di città eolica: ideato dallo studio portoghese OnOffice, prevede la realizzazione di hotel di design all’interno di gigantesche turbine eoliche. Turbine City è stato pensato in particolare per la Norvegia, che già possiede impianti di tecnologia eolica offshore e che, in generale, è molto attenta all’innovazione nel campo delle energie alternative.

via | ilsole24ore.com e greenme.it

Rivoluzione nel campo dei generatori eolici

Scritto il dicembre 14th, 2009 da Roberto

generatore_scozia

Markus Mueller e Alasdair McDonald, ricercatori scozzesi presso l’istituto universitario di Sistemi Energetici dell’Università di Edimburgo, hanno recentemente realizzato un prototipo di generatore eolico rivoluzionario. La caratteristica principale dell’innovativa turbina è il collegamento diretto tra l’asse del rotore e il generatore (direct-drive) che permette di evitare l’utilizzo del moltiplicatore/riduttore di giri (gearbox) presente invece in tutte le turbine classiche.

La combinazione tra il direct-drive e l’innovativo design del generatore comporta una maggiore semplicità di assemblaggio, una maggior efficienza e una riduzione del peso di circa il 50% rispetto alla media. La riduzione dei costi e il conseguente risparmio sono quindi significativi e l’utilizzo di turbine di questo tipo permette di andare a limare anche i costi che è necessario sostenere per la costruzione dei piloni di sotegno e dei basamenti, che in progetti di questo tipo arrivano a costituire un buon 20% del costo totale.

Mueller e McDonald hanno applicato con successo la loro idea a una turbina da 20 kw e, dopo aver dato vita ad una nuova società con lo scopo di passare alla fase produttiva, la NGen Tec, sono ora alla ricerca di fondi per la realizzazione di un generatore da 6 MW.

via | zeroemission.tv
immagine | ngentec.com

Novità in vista per la scala dell’efficienza energetica

Scritto il novembre 20th, 2009 da admin

scala_energetica

Non più solo sull’elettrodomestico: la famosa scala alfabetica colorata, che indica la classe energetica del prodotto, dovrà essere presente anche sul materiale pubblicitario che lo promuove, sia su carta che in Rete.

La normativa preposta a stabilire regole comuni a livello europeo sull’efficienza energetica è la Direttiva 2002/91/CE del 16 dicembre 2002. A questa si integreranno le decisioni prese martedì scorso dal Parlamento Europeo e dalla Presidenza svedese del Consiglio della UE.

Ecco in punti le novità previste in materia, che dovrebbero partire in via definitiva da inizio 2010:

1. potranno essere aggiunte fino a tre classi più alte rispetto all’attuale scala (A+, A++ e A+++), mantenendo però il numero di sette classi di efficienza e adattando i colori alle classi stesse (vd. esempio)

2. in caso di classe A, NON verranno quindi applicate le semplici percentuali sul risparmio energetico (-20%, -40%, -60%); questo sistema era stato proposto in precedenza, ma è stato considerato poco chiaro e fuorviante dal Parlamento Europeo

3. è stato anticipato che in un prossimo futuro l’etichetta energetica dovrà essere applicata anche a prodotti per uso commerciale o industriale come celle frigorifere, display e distributori automatici, ma anche a prodotti che non comportano un consumo diretto di energia, ma hanno “un significativo impatto, diretto o indiretto” sui risparmi energetici (ad esempio i serramenti).

via | casaeclima.com

Energia eolica dal tetto di casa

Scritto il novembre 17th, 2009 da admin

ridgeblade

Pare proprio che l’energia eolica sarà una delle risorse con maggiore impulso nei prossimi anni: la Commissione Europea ha deciso di stanziare nuovi ingenti fondi in questo settore di ricerca e sempre più spesso si legge di progetti innovativi, di piccoli e grandi studi, volti alla promozione dell’energia eolica.

Se fino a qualche tempo fa gli ambientalisti più convinti temevano certi panorami da film, con altissimi aerogeneratori a fare da intrusi (anche se con scopi “buoni”) nel paesaggio naturale, ora la tendenza sembra differente. E duplice.

Da una parte, certamente, si moltiplicano meccanismi di dimensioni considerevoli, da sfruttare però in mare aperto, come Hywind; dall’altra si propongono piccole opere da utilizzare in contesti più visibili, magari con minore resa ma anche con minore impatto estetico, come Tornado Like.

Sul filone di queste ultime sembra essere anche l’interessante RidgeBlade: un sistema di turbine da posizionare sul tetto delle case, progettato dallo studio inglese The Power Collective, che risolverebbe sia la questione del fabbisogno domestico di energia elettrica che quello dell’impatto visivo.

Per ora RidgeBlade ha vinto la Postcode Lottery Green Challege, un concorso organizzato per promuovere progetti green: i membri di The Power Collective utilizzeranno i 500 mila euro vinti per realizzare i primi prototipi e noi speriamo che questo nuovo progetto possa concretamente funzionare, anche da un punto di vista economico.

via | greenme.it
immagine | thepowercollective.com

Le prospettive del mercato geotermico europeo

Scritto il novembre 11th, 2009 da admin

geothermal

A Monaco di Baviera dal 2 al 4 dicembre si terrà GeoPower Europe 2009, evento che si propone come momento di discussione sulle normative e le possibilità economiche del geotermico in Europa.

Organizzato in collaborazione con EGEC (European Geothermal Energy Council), l’evento è l’ultimo di una serie di convegni organizzati dal gruppo inglese Green Power Conference. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere in pratica un confronto tra governi, investitori, sviluppatori e fornitori di tecnologie, nell’ordine di trovare nuove strade per esprimere il potenziale delle risorse geotermiche in Europa.

Di seguito i temi principali che verranno discussi nei tre giorni di conferenze, con un focus particolare su Europa centrale, meridionale e orientale:

- Le attuali barriere allo sviluppo su larga scala del geotermico in Europa
- I regimi esistenti e le migliori opportunità nei mercati emergenti
- La raccolta di capitali attraverso la Banca Mondiale, Unione europea e il finanziamento da parte di privati
- La creazione di progetti economicamente sostenibili e le tecnologie di conversione di temperatura
- I sistemi geotermici migliorati (EGS – Enhanced Geothermal Systems)

Una sintesi del programma, comprensiva di aziende partecipanti, relatori e possibilità di sponsorship, è già disponibile sulla pagina web dell’evento, mentre è necessario registrarsi con i propri dati per avere l’agenda completa di tutte le informazioni.

via | greenpowerconferences.com

Nuovi impulsi all’eolico in Europa e in Italia

Scritto il ottobre 15th, 2009 da admin

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Novità positive per una delle energie alternative solitamente più bistrattate dalle istituzioni: aumentano i finanziamenti stanziati dall’Unione Europea per l’eolico. E anche in Italia qualcosa si muove.

Ѐ di pochi giorni fa il comunicato della Commissione Europea “Investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio”: in questo documento la Commissione stima che entro il 2020 (anno in cui si dovrà arrivare a una riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili) sarà necessario un investimento aggiuntivo a livello europeo di 50 miliardi di euro nella ricerca sulle tecnologie energetiche.

In particolare, per la ricerca sull’eolico verrà stanziata quella che sembra essere la percentuale maggiore di tali investimenti, pari all’11,8% del totale rivolto ai vari studi sulle forme di energia pulita. Soddisfatta in particolare la European Wind Energy Association, che ricorda come negli anni precedenti per l’eolico non si andava sopra la cifra percentuale. La EWEA ha commentato inoltre che l’investimento nell’eolico è quello che offre il miglior ritorno in produzione elettrica e in riduzione di gas ad effetto serra.

Intanto in Molise ci si prepara per la realizzazione di un grande ed innovativo parco eolico. Sorgerà nella cittadina di San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso, e avrà una capacità totale di 58 MW, per una produzione annua stimata di 129 mila Mwh. L’impianto eolico eviterà l’emissione di 52 mila tonnellate di anidride carbonica e sarà in grado di fornire energia elettrica a circa 50 mila famiglie italiane.

via | ansa.it
immagine | comuni-italiani.it

Geotermia alla tedesca

Scritto il ottobre 15th, 2009 da admin

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GeneSys è il nome di una nuova tecnologia, in via di sviluppo in Germania, che permetterebbe di risparmiare notevolmente sulla realizzazione degli impianti geotermici.

Le centrali geotermiche , come abbiamo già avuto modo di descrivere, sfruttano il calore interno della Terra per estrarre energia “pulita”. L’estrazione non è cosa semplice: i giacimenti di calore si trovano in profondità e non hanno una localizzazione costante. Va aggiunto che il normale sistema di approvvigionamento di calore prevede l’utilizzo di due pozzi: uno per il pompaggio dell’acqua e uno per la risalita del vapore, ovvero la fonte di energia che mette in moto le turbine.

Per questi motivi l’energia geotermica è “costosa” e ancora poco sfruttata: i possibili investitori sono spesso cauti nell’approccio con questo sistema energetico, anche se consapevoli della sua potenzialità. Un team di ricercatori del Governo tedesco stanno però tentando di dare nuove risposte a questo genere di dubbi: la tecnologia GeneSys permetterebbe di scavare un solo pozzo e l’installazione di una sola pompa per ciascun sito, con una netta diminuzione dei costi.

La sede selezionata dal gruppo di studio per la sperimentazione di GeneSys si trova in Bassa Sassonia, nella zona di Hannover: qui verrà costruito un impianto da 2 MW, con un pozzo profondo 2,5 miglia e al costo di 13 milioni di dollari. In 25 anni di vita, l’impianto dovrebbe garantire un risparmio sul riscaldamento pari a circa 21 milioni di dollari.

La Germania al momento ha tre centrali geotermiche funzionanti e quella di Hannover potrebbe non essere l’ultima: anzi, GeneSys potrebbe essere replicato positivamente in molte aree europee. Infatti, secondo le confortanti parole di Michael Kosinowski, il geologo responsabile del progetto, “Una struttura geologica come quella di Hannover si può trovare in una vasta area che si estende da est a ovest, dalla Polonia alla Gran Bretagna e da nord a sud, dalla Danimarca fino alla parte settentrionale del monte Harz”.

via | geologi.info
immagine | thinkgeoenergy.com

La fine delle vecchie lampadine

Scritto il agosto 31st, 2009 da admin

lampadina

Da domani, primo settembre, in tutta l’Unione Europea cesseranno di essere commerciate le classiche lampadine da 100 watt, in favore di un maggiore risparmio energetico.

Nelle lampade a incandescenza, infatti, solo una percentuale compresa tra il 5 e il 10% dell’energia prodotta viene convertita in luce: il resto viene letteralmente disperso in calore. Al contrario, le lampade di ultima generazione consentono di sfruttare circa l’80% dell’energia prodotta in termini di illuminazione.

Le alternative alle vecchie lampade sono sul mercato già da molto tempo: si tratta delle lampade alogene, in realtà anch’esse ad incandescenza, ma con un’efficienza luminosa maggiore grazie alla presenza di gas come iodio, kripton e xeno. Decisamente migliori sono le lampade a scarica, che producono luce grazie alla radiazione elettromagnetica di un gas ionizzato. In particolare, nelle lampade fluorescenti (un tipo particolare di lampade a scarica), la luce è emessa da un materiale bianco fluorescente che ricopre l’interno del tubo di vetro che costituisce la lampada.

Ad oggi questo genere di lampade hanno un costo maggiore rispetto alle loro antenate ad incandescenza, tuttavia hanno una durata molto maggiore (fino a un massimo di 15 mila ore, rispetto alle mille di quelle a bulbo). Da stime dell’Unione Europea, grazie alla sostituzione delle lampadine a basso consumo, ogni famiglia potrà risparmiare circa 50 euro l’anno, per un totale tra i 5 e i 10 miliardi l’anno a livello europeo. I dati dell’Ufficio europeo delle unioni dei consumatori parlano addirittura di un risparmio annuo per ogni famiglia di oltre 160 euro.

Il provvedimento dell’Unione Europea prevede quattro fasi per arrivare alla completa eliminazione delle lampadine a basso rendimento: da settembre 2009 nei negozi non si troveranno più le lampade da 100 W; da settembre 2010 verranno eliminate quelle da 75 W; da settembre 2011 toccherà a quelle da 60 W; l’ultima fase, infine, scatterà a settembre 2012, quando verranno messe al bando quelle da 40, 25 e 15 W.

Dal settembre 2012 saranno presenti sul mercato solo lampade ad alta efficienza energetica, facenti parti delle classi A, B o C. Saranno ammesse eccezioni in ambiti particolari, come le lampadine per gli elettrodomestici da cucina e quelle usate nelle incubatrici.

via | lastampa.it

immagine | doxaliber.it

Hywind, il primo aerogeneratore galleggiante

Scritto il agosto 28th, 2009 da admin

hywind

Statoil Hydro, Energy company norvegese, ha concluso i lavori per Hywind, primo prototipo al mondo di turbina eolica galleggiante. L’aerogeneratore è stato installato al largo delle coste norvegesi, 10 km a sud-est della città di Karmoy e l’inizio della produzione elettrica dell’impianto è prevista per fine settembre.

Hywind ha dimensioni davvero notevoli: le sue pale hanno un diametro di 82 metri e si estende per 65 metri sopra il livello del mare e per circa 100 al di sotto della superficie. L’aerogeneratore è ancorato sul fondale con tre cavi di acciaio e galleggia grazie alla parte inferiore del pilone, su cui sono installate le pale, che è cava.

Gli impianti offshore convenzionali vengono appoggiati sul fondale e possono essere installati solo in prossimità delle coste, o comunque dove la profondità del mare non superi i 60-70 metri. Le caratteristiche tecnologiche di Hywind invece lo rendono utilizzabile in fondali profondi tra i 120 e i 700 metri, ampliando notevolmente i contesti marini in cui è possibile utilizzarlo.

L’installazione a grande distanza dalle coste comporta ulteriori vantaggi: non pone problemi di visibilità né dal punto di vista estetico-turistico (argomento più volte discusso dalle associazioni ambientaliste), né da quello dell’interferenza con le rotte mercantili. Cosa ancor più importante, anche le prestazioni sono migliori rispetto ai sistemi tradizionali: in prima istanza perché in mare aperto il vento è più forte e continuo e poi anche perché un impianto del genere è più resistente alle sollecitazioni strutturali, risultando più flessibile con venti di forza maggiore rispetto agli impianti con fondamenta rigide.

Pur essendo ancora un prototipo e avendo comunque dei limiti (sostanzialmente l’ancoraggio al fondo e il costo del collegamento elettrico) Hywind apre enormi potenzialità per lo sviluppo dell’eolico offshore.

via | shippingonline.ilsecoloxix.it

immagine | flickr.com/photos/magnera