Sapete cos’è la fotobioenergia? Il termine indica un processo di fotosintesi artificiale, ricreata in laboratorio, che a partire da luce solare, anidride carbonica e acqua riuscirebbe a generare elettricità. La tecnologia alla base è quella delle Watzburg Nanocapsules ed è stata sviluppata da una università della Germania.
Le nuove frontiere “sfondate” nella ricerca per fotovoltaico e solare sono state moltissime negli ultimi mesi: forse quella che ha fatto maggiormente parlare di sé è stata la scoperta del grafene, un materiale altamente conduttore, trasparente, flessibile e resistente che è stato protagonista del Premio Nobel 2010 per la fisica. Il grafene potrebbe essere presto sperimentato per la costruzione di pannelli fotovoltaici.
Nel frattempo, il silicio è ancora il materiale più comune per la costruzione delle celle e, parlando di silicio, sono in pochi a sapere che il più puro del mondo viene prodotto proprio in Italia, in una giovane azienda di Ferrara dall’evocativo nome RaySolar. Fortunatamente questa non è l’unica buona notizia proveniente dal nostro Paese: l’altra a rallegrarci è che le nostre strade si trasformano sempre più da mera fonte di inquinamento a risorsa energetica, grazie all’applicazione di pannelli fotovoltaici.
Nel futuro del fotovoltaico ci sono anche quello organico (sulla base di materiali di origine vegetale), che al momento però comporta problemi di instabilità e longevità dei materiali, e quello realizzato con speciali polimeri (materiali plastici) in grado di produrre corrente elettrica. Se nel frattempo, comunque, venissero promosse soluzioni più semplici, già funzionanti e abbondantemente testate, non saremmo tutti più contenti?











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