Archivio articoli taggati ‘Italia’

Fotovoltaico e solare: tutti gli aggiornamenti

Scritto il febbraio 23rd, 2011 da admin

Sapete cos’è la fotobioenergia? Il termine indica un processo di fotosintesi artificiale, ricreata in laboratorio, che a partire da luce solare, anidride carbonica e acqua riuscirebbe a generare elettricità. La tecnologia alla base è quella delle Watzburg Nanocapsules ed è stata sviluppata da una università della Germania.

Le nuove frontiere “sfondate” nella ricerca per fotovoltaico e solare sono state moltissime negli ultimi mesi: forse quella che ha fatto maggiormente parlare di sé è stata la scoperta del grafene, un materiale altamente conduttore, trasparente, flessibile e resistente che è stato protagonista del Premio Nobel 2010 per la fisica. Il grafene potrebbe essere presto sperimentato per la costruzione di pannelli fotovoltaici.

Nel frattempo, il silicio è ancora il materiale più comune per la costruzione delle celle e, parlando di silicio, sono in pochi a sapere che il più puro del mondo viene prodotto proprio in Italia, in una giovane azienda di Ferrara dall’evocativo nome RaySolar. Fortunatamente questa non è l’unica buona notizia proveniente dal nostro Paese: l’altra a rallegrarci è che le nostre strade si trasformano sempre più da mera fonte di inquinamento a risorsa energetica, grazie all’applicazione di pannelli fotovoltaici.

Nel futuro del fotovoltaico ci sono anche quello organico (sulla base di materiali di origine vegetale), che al momento però comporta problemi di instabilità e longevità dei materiali, e quello realizzato con speciali polimeri (materiali plastici) in grado di produrre corrente elettrica. Se nel frattempo, comunque, venissero promosse soluzioni più semplici, già funzionanti e abbondantemente testate, non saremmo tutti più contenti?

Geotermia marina: il caso Marsili

Scritto il maggio 19th, 2010 da admin

Il Marsili è un vulcano sottomarino situato nel Tirreno meridionale, che ha fatto parlare di sé anche recentemente per la sua continua (anche se finora non preoccupante) attività. E se fosse possibile sfruttare in modo positivo la sua energia? Ѐ quello che ha pensato la società italiana Eurobuilding.

Il primo progetto di valorizzazione di energia geotermica marina del mondo, chiamato proprio “Marsili”, è stato presentato pochi giorni fa al Congresso Mondiale di Geotermia di Bali: autore del progetto il team messo in piedi da Eurobuilding con ricercatori da l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’Istituto per la Geologia Marina del CNR, l’Università di Chieti e il Politecnico di Bari.

La sfida è iniziata cinque anni fa, quando la società ha visto nel Marsili, il più grande vulcano d’Europa, la più importante fonte di approvvigionamento di energia geotermica offshore della storia, ma solo a fine 2009 Il Ministero dello Sviluppo Economico ha conferito al gruppo un permesso di ricerca per fluidi geotermici a mare sull’area interessata.

Il programma prevede innanzitutto un monitoraggio completo della zona tramite tecnologie innovative: per questa fase Eurobuilding ha ottenuto una Valutazione di Impatto Ambientale positiva da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

via | ansa.it

Tornado Like, l’alternativa estetica alle pale eoliche

Scritto il luglio 29th, 2009 da admin

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Presentato al summit fiorentino “Lavori Verdi: confronto internazionale sull’economia delle rinnovabili”, Tornado Like è un prototipo di struttura eolica senza pale, che si propone come alternativa ai classici aerogeneratori, contestati spesso per la loro presenza imponente sul paesaggio naturale.

Tornado Like è un progetto realizzato da Western CO., azienda di San Benedetto del Tronto che da anni si occupa di energie sostenibili, sulla base del progetto di un team di ingegneri russi. La struttura è conica e di ridotte dimensioni (massimo tre metri di altezza, un decimo rispetto agli aerogeneratori a pale) e il suo funzionamento è basato su un semplice concetto: l’aria penetra dalla base e viene poi trasformata in un vortice fino a raggiungere la sommità del dispositivo, dove viene trasformata in energia elettrica per mezzo di alcune turbine.

Quali sono i vantaggi del Tornado Like? Oltre al già descritto minimo impatto sull’ambiente, questo apparecchio può sfruttare anche i venti più deboli (fino a una velocità di 2 m/s), consentendo quindi di utilizzare l’energia eolica anche in zone non caratterizzate da forti venti. Inoltre la resa energetica sarebbe superiore a quella di un normale aerogeneratore, con un costo inferiore del 30%.

La fase sperimentale è quasi conclusa: fra pochi mesi il prototipo verrà testato da un consorzio di aziende toscane e marchigiane, in collaborazione con l’Università delle Marche e il CNR di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini, a conferma del minimo impatto estetico dei Tornado Like. Secondo Giovanni Cimini, presidente della Western CO., le prime macchine inizieranno ad essere prodotte già dal secondo semestre del 2010.

via | corriere.it

immagine | sambenedettoggi.it

Con il Kitegen-stem nasce l’eolico d’alta quota

Scritto il luglio 17th, 2009 da admin

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È il primo prototipo al mondo di centrale eolica d’alta quota, oggi in fase di produzione, ma già da questo autunno operativo in provincia di Asti: il Kitegen-stem, realizzato dalla società torinese Kite Gen Research, diventerà un centro di ricerca e formazione sul vento d’alta quota, incredibile risorsa di energia eolica.

Uno stelo alto 25 metri si alza da una cupola trasparente; lo stelo sostiene una specie di aquilone di alcune decine di metri quadrati, innalzato fino a 200 metri da terra da grandi ventilatori. Come spiega Massimo Ippolito, responsabile del progetto, intervistato da Il Sole 24 Ore, “ne basteranno 80 [metri, ndR] perché l’aquilone cominci a galleggiare nel vento per poi salire fino a 800 metri. E intanto lo stelo ne governerà le funi, facendogli compiere un volo calibrato. Con una portanza, in salita, che farà girare alternatori anche da tre megawatt. Poi, raggiunti gli 800 metri, basterà tirare una sola fune per mettere l’aquilone in scivolata d’ala (come se fosse una bandiera), quindi ritirare velocemente le funi quasi senza dispendio di energia, tornare a 400 metri, rimetterlo in portanza e ripetere la risalita oscillante, con connessa produzione di energia elettrica dai venti di alta quota. Il tutto per 5mila ore medie annue stimate, ben di più di una torre eolica normale”.

Oltre cinque anni di ricerche, effettuate anche con la collaborazione del Politecnico di Torino, con tanti successi e tanti errori, come avviene sempre nella sperimentazione scientifica. Anche perché il vento d’alta quota è sì una risorsa, ma anche una fonte di problematiche, dato che in alta quota le raffiche sono fortissime e velocissime, con il rischio di rompere “l’aquilone”.

La soluzione adottata è stato appunto lo stelo flessibile, realizzato in alluminio con un interno a nido d’ape, che piegandosi garantisce il margine elastico tale da assorbire l’inizio delle raffiche: a questo punto i computer che governano il sistema riescono a reagire e spostare il kite, ricalcolandone la posizione.

Secondo Ippolito il Kitegen-stem, con 5mila ore di volo annue per 20 anni, potrà ripagare 70 volte il suo costo in termini di energia e lavoro necessario a produrlo.

via | ilsole24ore.com

immagine | kitegen.com