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Londra e Treviso scelgono i led

Scritto il settembre 15th, 2009 da admin

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Anche illuminando si può risparmiare: dopo la messa al bando a livello europeo delle lampadine da 100 watt, si inizia sempre più a decantare i vantaggi dei led. E dalle parole si passa ai fatti: ecco quindi che le amministrazioni pubbliche iniziano a sfruttare questa tecnologia a impatto zero all’interno dei semafori.

Il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha annunciato che a breve 3500 semafori della capitale britannica saranno dotati di led a risparmio energetico. L’installazione sarà effettuata dalla società Transport for London e l’investimento, da 2,4 milioni di sterline, permetterà di ridurre il consumo di elettricità e le emissioni di CO2 del 60% circa, mentre i costi energetici saranno ridotti di circa 200 mila sterline. Londra, tra l’altro, non è nuova a questo tipo di iniziative: led simili a quelli della TfL erano già stati introdotti nelle biglietterie degli autobus londinesi e in 3500 fermate.

Non solo l’Inghilterra, fortunatamente, è pioniera nelle tecnologie verdi: anche a Vittorio Veneto, cittadina in provincia di Treviso, l’amministrazione comunale ha optato per i led. In particolare, sono state sostituite le tradizionali luci a lampada non solo della rete semaforica cittadina, ma anche delle luci pedonali. Dal comune si assicura che questo rinnovamento nell’illuminazione pubblica permetterà un risparmio dell’85% circa nel consumo elettrico e il totale azzeramento delle spese di manutenzione e sostituzione delle lampade.

via | greencity.it e oggitreviso.it
immagine | everystockphoto.com

Gli aeroporti diventano ecologici

Scritto il agosto 27th, 2009 da admin

heathrow

Due esempi per raccontare come gli aeroporti possano diventare sostenibili: parliamo di Heathrow, il principale scalo di Londra, oltre che il più grande dell’Unione Europea, e dell’aeroporto Raffaello Sanzio di Ancona, orgogliosamente italiano.

Le rivoluzioni ecologiche dell’aeroporto di Heathrow riguardano sostanzialmente due terminal: il numero 5, ad uso esclusivo di British Airways, e il numero 2, che verrà ristrutturato in maniera notevole, considerando che il termine dei lavori è previsto per il 2019. L’obbiettivo dichiarato dall’ufficio stampa dell’aeroporto è quello di risparmiare il 40% dell’attuale energia spesa ogni anno.

Il terminal 5, inaugurato da pochi mesi, sfrutta come collegamento con il parcheggio business i Personal Rapid Transit System (PRTS), veicoli elettrici in grado di portare fino a quattro persone con relativi bagagli. Per quanto riguarda invece il terminal 2, le modifiche che più interessano dal punto di vista energetico sono sostanzialmente due: l’illuminazione sarà in gran parte naturale, grazie a grandi finestre rivolte verso nord, posizionate sul tetto e orientate in modo da ridurre le spese per il condizionamento dell’aria; inoltre la maggior parte dell’energia dell’edificio sarà ricavata da fonti rinnovabili e dal tetto, rivestito da pannelli fotovoltaici rivolti verso sud.

Nell’aeroporto di Ancona hanno, in un certo senso, osato di più: lo scalo italiano infatti può vantare la prima torre di controllo fotovoltaica d’Europa: l’impianto copre il 25% della necessità elettrica della torre e permette di evitare l’emissione in atmosfera di 32 tonnellate annue di anidride carbonica, allineandosi in questo modo alle linee guida del Protocollo di Kyoto.

L’impianto è stato realizzato da ENAV, Società nazionale per l’assistenza al volo, che ha stimato un beneficio economico totale di circa 28 mila euro l’anno: a questa cifra si arriva aggiungendo all’incentivo in Conto Energia erogato dal Gestore servizi elettrici, del valore di 0,36 euro ogni kWh prodotto, un ulteriore beneficio economico di circa 0,15 euro kWh dello stesso impianto fotovoltaico, grazie al risparmio nei consumi di energia elettrica prelevata dalla rete. Il sistema installato è infatti di tipo grid-connected: ciò significa che è connesso alla rete elettrica tradizionale, dove viene immessa l’energia rinnovabile da fotovoltaico.

Per realizzare l’impianto sono stati investiti circa 340 mila euro, pari a 245 moduli di 1.60×0,80 metri di silicio policristallino per una estensione di 870 mq. I pannelli sono stati posizionati sulle coperture di un parcheggio e di altri manufatti.

via | ecoblog.it e clickutility.it

immagine | smh.com.au