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Nausicaa, il mini eolico in legno

Scritto il agosto 4th, 2010 da admin

Nel settore dell’eolico sembrano avere crescente successo le soluzioni domestiche, in formato mini: più economiche, meno ingombranti anche dal punto di vista estetico e comunque efficaci. Se poi ai materiali plastici si sostituisce il legno, come accade per Nausicaa, il generatore diventa ecologico al 100%.

Nausicaa è un generatore minieolico in legno, progettato, realizzato e commercializzato da un’azienda italiana, la Mact di Pesaro. Presentata a Firenze nell’ambito dello scorso Terra Futura, con la sua struttura in legno Nausicaa si adatta perfettamente nel giardino di casa e, perché no?, in quello di un edificio pubblico.

La Mact realizza anche stampi, parti speciali e collettori solari, ma è senza dubbio il minieolico che ha dato all’azienda la meritata popolarità: la sua scelta di utilizzare materiali a basso impatto ambientale, riciclabili o facilmente smaltibili (vedi le pale in legno e la struttura in alluminio) è senz’altro da premiare.

Per quanto riguarda le specifiche tecniche (consultabili per esteso sul sito dell’azienda), Nausicaa è progettato per essere collegato ad inverter per l’allaccio alla rete elettrica o per lavorare stand alone, ha una potenza nominale da 0,4 a 1 kW,è adatta a venti da 4 a 15 m/s e pesa 25 kg.

Eolico è bello

Scritto il febbraio 19th, 2010 da admin

Le energie rinnovabili viste non solo dall’aspetto dell’efficienza, ma anche da quello dell’estetica? A quanto pare questa è la tendenza, grazie all’apporto di grandi nomi del design internazionale. Vediamo insieme le ultime soluzioni adottate per rendere più piacevole la tecnologia eolica.

Philippe Starck è un famoso designer francese, che ha collaborato con tantissime aziende di punta (Aleph, Kartell, Alessi, Flos, Fossil, solo per citarne alcune) nei settori più disparati. La collaborazione con Pramac è però qualcosa di totalmente inedito: per la multinazionale dell’energia, Starck ha progettato Revolutionair, un sistema minieolico che punta ad essere bello, oltre che funzionale.

Si tratta di turbine delle dimensioni di 3-6 metri, che possono essere installate sul tetto di un’abitazione, in giardino o addirittura in situazioni urbane, come ad esempio al centro di una rotatoria. Il progetto prevede due versioni: una a forma di rettangolo e l’altra somigliante a un groviglio geometrico. Per quanto riguarda produzione di energia e prezzi, si va dalla soluzione da 400 watt a 2.500 euro a quella di 1 Kw a 3.500 euro.

Turbine City invece non è un singolo prodotto, ma un intero progetto di città eolica: ideato dallo studio portoghese OnOffice, prevede la realizzazione di hotel di design all’interno di gigantesche turbine eoliche. Turbine City è stato pensato in particolare per la Norvegia, che già possiede impianti di tecnologia eolica offshore e che, in generale, è molto attenta all’innovazione nel campo delle energie alternative.

via | ilsole24ore.com e greenme.it

Energia eolica dal tetto di casa

Scritto il novembre 17th, 2009 da admin

ridgeblade

Pare proprio che l’energia eolica sarà una delle risorse con maggiore impulso nei prossimi anni: la Commissione Europea ha deciso di stanziare nuovi ingenti fondi in questo settore di ricerca e sempre più spesso si legge di progetti innovativi, di piccoli e grandi studi, volti alla promozione dell’energia eolica.

Se fino a qualche tempo fa gli ambientalisti più convinti temevano certi panorami da film, con altissimi aerogeneratori a fare da intrusi (anche se con scopi “buoni”) nel paesaggio naturale, ora la tendenza sembra differente. E duplice.

Da una parte, certamente, si moltiplicano meccanismi di dimensioni considerevoli, da sfruttare però in mare aperto, come Hywind; dall’altra si propongono piccole opere da utilizzare in contesti più visibili, magari con minore resa ma anche con minore impatto estetico, come Tornado Like.

Sul filone di queste ultime sembra essere anche l’interessante RidgeBlade: un sistema di turbine da posizionare sul tetto delle case, progettato dallo studio inglese The Power Collective, che risolverebbe sia la questione del fabbisogno domestico di energia elettrica che quello dell’impatto visivo.

Per ora RidgeBlade ha vinto la Postcode Lottery Green Challege, un concorso organizzato per promuovere progetti green: i membri di The Power Collective utilizzeranno i 500 mila euro vinti per realizzare i primi prototipi e noi speriamo che questo nuovo progetto possa concretamente funzionare, anche da un punto di vista economico.

via | greenme.it
immagine | thepowercollective.com

Energy4Life: più energie sostenibili per l’abbattimento dei costi energetici

Scritto il agosto 24th, 2009 da admin

sole_vento

In occasione del convegno “Energie rinnovabili e risparmio energetico: la grande opportunità per le imprese italiane”, tenutosi a Verona il 27 luglio, è stato presentato Energy4Life, un progetto innovativo per ridurre i costi per l’approvvigionamento energetico del 73% e un’importante abbattimento dell’anidride carbonica nell’atmosfera.

Non si tratta di una nuova azienda, ma di un progetto integrato fra quattro realtà consolidate, che propongono una soluzione votata al risparmio energetico per le aziende. Protagoniste del progetto sono le aziende Multiutility Fotovoltaico, Linz Electric, ICI Caldaie ed Esco Europe, che si definiscono reciprocamente soddisfatte e favorevolmente impressionate dalla sensibilità di cittadini e istituzioni.

Energy4life è un sistema di cogenerazione integrato con fonti rinnovabili, per la produzione di energia elettrica e termica. Applicato su edifici condominiali o industriali, può garantire energia elettrica attraverso l’impianto fotovoltaico di Multiutility, integrato con l’impianto minieolico Free Tree di Linz Electric, ed energia termica grazie al sistema di cogenerazione celle a combustibile idrogeno di ICI Caldaie, il tutto affiancato da sistemi di caldaie a condensazione e moduli satellite per la gestione autonoma dell’energia. A livello di gestione degli impianti e dell’investimento stesso ci pensa Esco Europe, società che opera come Energy Service Company attraverso il modello del “performance contractor”, vincolando il proprio risultato economico alle performance derivanti dalla gestione ottimale delle tecnologie installate.

L’investimento iniziale del progetto è ammortizzabile in alcuni anni, determinando un valore aggiunto per l’edificio. Il modello presentato è stato progettato su una palazzina di 16 piani e 80 unità immobiliari, per un’altezza di circa 50 metri, da costruire ex novo proprio a Verona. Si sono analizzate le condizioni di vento e di sole del contesto urbano, arrivando ad un sistema che fornisce energia elettrica e termica e consentendo un risparmio economico importante.

Infatti, adottando un impianto tradizionale per produrre energia, l’edificio affronterebbe una spesa energetica annua di oltre 82 mila euro, ovviamente senza ottenerne alcun ricavo. Con il sistema Energy4Life le aziende coinvolte dichiarano costi notevolmente inferiori: si parla di 66 mila euro, ai quali vanno detratti i ricavi derivanti dal sistema a energie rinnovabili, ottenibili grazie agli incentivi per l’applicazione di impianti fotovoltaici, minieolici e per la cogenerazione. I contributi arriverebbero a un totale di circa 43 mila euro, con una spesa finale di 22 mila euro: un risparmio di 60 mila euro, con il 73% di riduzione dei costi. Grazie a questo progetto, inoltre, si eviterebbero più di 90 tonnellate di emissioni di CO2 l’anno.

Il progetto prevede l’installazione di un impianto fotovoltaico e di alcune microturbine eoliche Free Tree all’ultimo piano dell’edificio: l’energia, prodotta sfruttando sole e vento, passa per gruppi inverter diventando corrente alternata. Una parte viene immessa in rete, mentre un’altra parte viene convertita in idrogeno attraverso un elettrolizzatore, alimentando in questo modo Sidera 30, un cogeneratore a celle combustibile a idrogeno, che produce energia termica ed elettrica. Sempre secondo i calcoli del team che ha progettato il modello, l’elettricità è prodotta in surplus, mentre il calore è coperto per il 47%: il restante fabbisogno viene colmato dalla caldaia a condensazione. L’edificio così configurato rientrerebbe in classe energetica B.

via | multiutility.it

immagine | europarl.europa.eu